lunedì 19 ottobre 2015

lo sguardo che ti spoglia piano piano...


                                                                      ph. mapi giulivo
lo sguardo che ti spoglia piano piano
lava la pelle rorida contusa

l’occhio che ti riflette come specchio
acerbo   muto    socchiude cicatrici

tace lo sguardo
accorto alle lusinghe
sgocciola versi obliqui nel pensiero

e senti  e ami la pupilla chiara
che nel tuo campo asciutto
semina giunchiglie  di poesia


giovedì 17 settembre 2015

un vento di porpora strappa il sipario...





                                                                      ph. mapi giulivo

un vento di porpora strappa il sipario
lasciandoti attore di una scena muta

chi sei   chi sono    nello specchio dei giorni
nel cobalto della soglia avara
di passi e calori    e di suoni

a tutela del sogno    un capriccio d’ onda
cicatrice di un mare arruffato

hai poche scene imparate a memoria
tra pieghe di libri    amori di argilla…



lunedì 7 settembre 2015

tra mille accordi risuona un ritmo...

                                                            


                                                              
                                                                                                            ph. mapi giulivo


tra mille accordi risuona un ritmo

fremito del tuo cuore?

esco dal mio dolore
e ti accompagno

dove conduce il senso unico
del tempo? a quale spiaggia?
dove  delfini muoiono alla riva
del  mare torbido di chi
ha toccato il fondo?

foglie staccate al sogno,
galleggiamo leggere accartocciate
la terra è sempre più lontana

lo strazio d’acqua premia
con lucida poesia…







martedì 11 agosto 2015

La “stella” Sergio Cammariere al Parco Archeologico di Rocelletta di Borgia: la luce intensa della musica…




La “stella”  Sergio Cammariere al  Parco Archeologico di Rocelletta di Borgia: la luce intensa della musica…

Era la notte di San Lorenzo, ma nessuno ha alzato gli occhi al cielo per vedere cadere una stella, ieri sera, 10 agosto, al Parco “Scolacium” di Rocelletta di Borgia, in Calabria, nei pressi di Catanzaro Lido.
La “stella” si è materializzata sul palco , lui, Sergio Cammariere,  ed ha talmente attratto, ipnotizzato il pubblico con la luce della sua musica, che l’ aria quasi non si percepiva più. Era solo il respiro delle note, di una voce , a gonfiare il cuore di emozione e incanto e a  elevare lo sguardo.

La bellezza altera e suggestiva del luogo, antiche  mura romane ricche di storia, evocative e possenti, a fare da cornice ad uno dei più intensi concerti di Sergio Cammariere che io  abbia mai ascoltato. E ne ho seguiti tanti, proprio tanti… 
Era nella sua terra, la Calabria. L’ emozione sul suo volto è stata immediatamente percepibile. Un luccichio nel suo sguardo dall’ espressione dolce e sincera.  Proprio come una stella e non banalmente una “star”, con quella  forza interiore e quella sensibilità che mette tutte nella sua  musica, senza risparmiarsi mai.

Dopo le prime note, un messaggio, con la voce esile e commossa…Sergio si è augurato  che la sua musica potesse donare anche quel fiotto di speranza tanto necessaria in questo mondo sempre più difficile.
Tra  sapienti  e magici giochi di luce , il luogo quasi fiabesco ed un pubblico caldo , coinvolto, straripante, applausi infiniti e standing ovations, Sergio Cammariere ha attraversato il meglio della sua produzione, regalando autentici capolavori di poesia . In stato di grazia, lui ed i suoi musicisti che lo accompagnano da quindici anni: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabasso, Bruno Marcozzi alle percussioni. In stato di grazia, l’ ospite amico, Fabrizio Bosso alla tromba, che ha quasi lacerato l’ aria con dei fraseggi incredibilmente raffinati ma viscerali,  di rara perfezione, profondi.

E lui, il re pianoforte di Sergio ,  tanto vibrante da far scivolare brividi sulla schiena, arrivare  a toccare l’ anima , ad accarezzare ogni nostro sogno , con il talento di un  tocco  inimitabile, esprimendo qualcosa che è andata  molto oltre la stessa musica , un ‘ ansia quasi spirituale e incessante come il ritmo del mare…come un volo…
Un pensiero, Sergio lo ha dedicato anche al suo paroliere Roberto Kunstler,  amico di un sodalizio consolidato che va avanti da lunghi anni.

Il finale ,  travolgente. Diversi bis, il pubblico  stretto sotto il palco come in un grande abbraccio, quasi a toccare quelle note… tanti cellulari a registrare, scattare foto. Voci che hanno cantato con lui,   in un ritmo  umano e non solo musicale. Questo fa la differenza. La  rara e preziosa grandezza di Sergio Cammariere è anche in quel percepibile amore per il suo pubblico che continua anche dopo il concerto, con  incontri brevi ma in cui  l' artista sa dare ancora  emozioni e non solo freddamente, autografi.


La sua terra  mediterranea,  meravigliosa, accogliente ha risposto alla generosità di Sergio Cammariere con un affetto  fuori dal comune. C’ ero anch’io, che calabrese non sono, ma che ho scoperto e amo  la Calabria  grazie sopratutto lui. A Sergio Cammariere…

mariapia giulivo



sabato 8 agosto 2015

nella chiara azzurrità dell' alba...




                                                                                            ph. mapi giulivo


nella chiara azzurrità dell’ alba
fissare l’ attimo     a precipizio
prima che fugga quel sogno rimandato
a tempi persi    sommersi oltre la riva

il mare  non dorme   non si sveglia
è perpetuo  e  impetuoso canto
o dolce nenia    bizzarra sinfonia

e tu perché hai chiamato anima
la superficie che inganna l’ occhio e il senso
perché sei sceso nel profondo
a cercare coralli e madreperle
tra i relitti del tempo incantatore?

nella danza dell’ acqua c’ero io
ignara del tuo beffardo gioco
che ha disperso parole a perdifiato
e di sale ha scolpito il mio dolore


Inedita in volume



lunedì 13 luglio 2015

Sergio Cammariere a Molfetta: dalla pace del mare lontano echeggiano nuove emozioni..





                                                                                    Ph. ninocagnetta



Sergio Cammariere  a Molfetta
Dalla pace del mare lontano…echeggiano nuove emozioni...

Quando imbocco il tratto che costeggia l’imponente bellezza della Cattedrale di Molfetta, il sole è rosso, rotondo, infuocato e si sta tuffando nel mare che ha una limpidezza specchiata. Le barche sono mollemente appoggiate sull’acqua .  Lo spettacolo  fantastico del paesaggio sembra quasi precedere  la magia di un altro spettacolo, il concerto di Sergio Cammariere  verso il quale mi sto avviando. In lontananza vedo già il grande palco a sinistra del porto. E’ sabato sera 11 luglio, sulla Banchina di San Domenico. Nella città del nord barese che ha scelto per l’ evento “Luci e suoni a Levante”, uno scenario mozzafiato. Che segna la terza tappa di Cammariere del 2015 in Puglia, una terra che dimostra di amare l’artista delle “note blu”. Un artista che ha radici in un’altra meravigliosa terra di mare…

Quando Sergio Cammariere sale sul palco è vestito di rosso. Rossa è anche la predominanza delle luci sulla scena. Rosso, poco prima era il sole… Rosso. Il colore dell’amore, della vitalità, del dinamismo. Della passione e della forza interiore. Dello slancio vitale, delle forti emozioni. Quelle che Sergio, salutando il pubblico, dice che  spera di trasmettere…quelle che ci sono tutte, riflesse nel suo azzurro.
Si è mai stati ad un suo concerto senza fare un grande pieno di emozioni? Chi lo segue da anni come me lo sa. E sa anche che ogni sua  esperienza dal vivo ha un “simbolico” colore diverso, sfaccettature mai uguali.  Il concerto di Molfetta che si snoda fluido e coinvolgente , “raccontando” pezzi tra i più noti e accattivanti del suo repertorio,  lo dimostra. Soprattutto per due ragioni.

Sergio Cammariere  sprigiona  immediatamente una forte energia , con le note del suo pianoforte. Da subito. Più intensa del solito, essa conduce in un’ atmosfera dove sogno e realtà si confondono, dove l’ ispirazione delle note si fa incredibilmente magnetica e suona il  complesso e variegato linguaggio del cuore e dell' anima.  Che culmina in due vere perle del concerto. Una commossa interpretazione che mette i brividi di “Padre della notte” voce e pianoforte solo  ed una “intro” di “Dalla pace del mare lontano” in cui non solo emerge il grande  talento del pianista, ma la sua emozionalità più profonda. Dove le note sembrano davvero arrivare dagli abissi del mare, echeggiando infinite  evocazioni  e sfumature  che è quasi  impossibile descrivere. Un pezzo di  immensa bravura e di generosità che incanta, stordisce, tra note classiche purissime e ritmi interiori fascinosi e trascinanti.
Musica “alta”. No, infatti.  Sergio non propone” canzonette”. Non ha nulla a che fare con la musica di facile ascolto che dura una stagione e poi scompare…Sergio Cammariere ha altro da trasmettere, per chi sa ascoltare …

Il secondo dato che colpisce è una atmosfera generale del concerto  molto swing, molto carezzevole e intrigante. Più tesa verso il jazz. Sarà per la presenza, on stage, oltre che dei suoi affiatati e bravissimi musicisti di sempre, Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabasso e Bruno Marcozzi alle percussioni, di un ospite di tutto rispetto,  Daniele Tittarelli ai sassofoni, un nome già noto  e molto promettente del jazz italiano.  Suono pulito e impeccabile, il suo. Senza sbavature. Un andamento ritmico cullante, straordinario, che accompagna le note del pianoforte con una simbiosi che all’ orecchio è piacevolissima , incantata,  inedita.

Alla fine, un terzo bis a sorpresa è la struggente interpretazione di “Estate” di Bruno Marino, l’ unico pezzo italiano diventato uno standard del jazz internazionale. Con il quale Sergio saluta ed augura a tutti una buona estate…

Potrei dilungarmi, ma non credo occorra …Piuttosto un invito, per chi mi legge , è di farla, almeno una volta nella vita, l’ esperienza di un concerto di Sergio Cammariere dal vivo … Lascerà, alla fine, come una specie di vuoto che , forse, avrete voglia di ricolmare. Con un altro concerto di Sergio.
Il pubblico di Molfetta ha ricambiato con grande  calore. Sulla pace del suo mare, Sergio Cammariere ha lasciato un impronta , volando alto e libero  come un gabbiano ,planando su  quell’ acqua serena e densa di riflessi  in  una serena notte di luglio. Indimenticabile…

mariapia giulivo




mercoledì 24 giugno 2015

ritaglio distanze...

               
                                                          
                                                                    ph. mapi giulivo            

                                        And my plane will touch down
                                       on  the day after tomorrow... 

                                                                                                                 Tom Waits


ritaglio distanze   e permanenze
se l’agonia di fiati toglie aria al mattino

tento volo senz’ali    tra nuvole disposte
a ingannare lontananze

se scavo  trovo stelle    l’argento della luna
ed il buio io dissolvo
sopra un  afono canto
che attende il ritmo azzurro
la sincronia di suoni    l’armonioso sussurro
del contatto

col tocco lieve delle dita
tu suoni un blues    sui tasti del mio sangue

per risvegliare accenti

soffia il tuo tempo con i venti