venerdì 24 ottobre 2014

Vado con te...





vado con te al tempo dei puledri
alla fuga d’ignote cavalcate
è rigoglio di glicini
nelle camere d’ombra

scintille schizzate calde spudorate
solletico di rari arabeschi
sulla pelle che trasuda resine

ora bevo rugiade immaginate

mentre tu saltelli e decolori
nel cerchio della vita che implode
in ragione e saggezza

sei velario a stordire orizzonti
olio di seta sui cardini del giorno

io resto qui giullare del tempo,
tra rosso e biacca a dipingermi il viso

pantomima ai tuoi flutti incostanti
ricompongo le attese
in un docile assorto sorriso…

mariapia giulivo

inedita in volume

La foto è mia, scattata in Sardegna a Gairo Vecchio


giovedì 17 luglio 2014

Per una foto di Mario Rotta...Grecia...

                                                                                    




                                                         Per una foto di Mario Rotta

Ph . Mario Rotta

Rays,Island of Astypalea, Greece

GRECIA

il grecale soffia melodie
di antichi fasti ed eco di memorie

lontano un canto di sirene
su rotte sconosciute  di mistero
odore di sale e di uva rossa

il bianco asciutto delle case
un mare di vastità incantato
le muse a farmi compagnia
mentre i poeti  in mormorante schiera
della terra raccontano magie

il grecale è un vento canterino
di miele racconta e sole ardito
di suggestioni  miti e fantasie
mentre una danza palpita nel cuore
e mi riporta al tempo degli dei
 alla bellezza altera di un passato
che provo a fare nettare e poesia
sognando su una tua fotografia…

inedita



martedì 8 aprile 2014

A mio padre...




Il giorno 8 aprile del 2004...mio padre volò via...era il giorno del giovedì santo...Sono passati dieci anni...e mi sembra ieri...Avrebbe compiuto 72 anni il 5 maggio. Come me era figlio della piena primavera... Pubblico nel blog la poesia che scrissi poco dopo la sua morte. Non dobbiamo aver paura di pronunciarla o di scriverla, questa parola. Dalla morte...si può imparare la vita...Mio padre mi ha lasciato una grande lezione di vita...so che è contento che io pubblichi questa poesia...e che mi sta sorridendo..


                                                                       a mio padre


fattezze di angeli
sul dolore che respirava appena

aveva  ali immobili
aghi sottili pungevano farfalle

ho contato i boschi antichi
che  insieme abbiamo attraversato
lucciole  rospi  scie di lumache

il ricordo passa in rassegna
il  cielo
e ti trova nel gomitolo d’ erba

tra le braccia del volo


mariapia giulivo
inedita in volume


martedì 18 marzo 2014

Pensieri...



Pensieri...

A volte vorrei provare a spiegare che esiste differenza tra le parole. Tra parola e parola. Tra parola detta o non detta. Tra significato e significante…
Se io dico quello che sei per me, tento una definizione, ti immetto in una sfera  interiore in continua evoluzione, ti rendo quasi partecipe del mio sangue, ti iscrivo nell’ anima, diventi incancellabile, anche quando non mi parli mai…
Sono volate parole grosse.  Significa mille cose…Spunta il dolore in forma di lacrima, a volte di farfalla. Penso …io  stessa che  ora ti scrivo tante parole e versi e tu che  non rispondi …ed allora, un oscuro  silenzio da interpretare, vivisezionare, penetrare con una lama …Ma non basta a darmi  risposte. Forse perché non esistono mai risposte.  Non si possono esigere risposte. Le parole si donano….Ricordo tutte le parole inutili  che ho scritto nella mia vita( quante lettere piene di amicizia e dolcezza a Teresa!) e gli altri, spesso  chiusi col catenaccio il cuore non corrispondevano, avevano paura, alzavano il muro, stavano in bilico sul muro…Era ed è. E forse così sarà.

Attento, non sbilanciarti, potresti cadere dalla mia parte, e la mia parte è piena di insidie, ci sono troppi specchi, troppe spine, non sei protetto, ti lacererai i vestiti  con cui tenti di coprire il tuo vero volto…

Ho rivisto Teresa tre giorni fa. Dopo vent’anni. Ha ancora i capelli rossi ma non più ricciuti e le sono sparite le lentiggini che aveva sul naso. Studiavamo insieme gli scrittori americani e lei aveva quel gesto vezzoso di scostare i folti capelli dalla fronte. I gesti. Impressi. Anch’essi. Nostalgia. Ma la mia nostalgia è “positiva”. Nel mio orto non coltivo rimpianti ,forse  neppure qualche piccolo rimorso…
Ri- morso, mordere di nuovo la vita a bocconi, masticando amore e delizie, affetti e poesia, ingoiandoli come fossero cibo.  Ingoiare te. Ora. Per farti sparire…
Mi sono lasciata trascinare nel vortice di un racconto di cui non so seguire la traccia.
Non ho mai seguito un filo eppure tutto è sempre stato sempre fin  troppo logico.

Chi sei? Un altro me stesso. Colui che sta dentro fino a confondersi con me?

Negli anni  di  Milano mi mancavano persone vere. Persa tra la folla, mi sentivo un puntino senza nome.
Cercavo l’ altra me stessa, me ne andavo a Brera, o sui Navigli,a caccia di suggestioni. O in via del Conservatorio . Mi piaceva stare lì, ferma, a far niente. Ascoltavo da fuori la musica, una confusione di strumenti, un concerto strano e scomposto di suoni e di voci e  intanto guardavo i glicini pallidi che pendevano malinconici dal muro rosso di una vecchia villa. Lì ho imparato a stare da sola. Lì ho imparato che la musica era la migliore compagnia del mondo.  Solo tu  mi sei davvero mancato. E forse è da allora che ti ho cercato, e poi ti ho trovato, dopo anni di silenzio e di suoni disordinati, e poi ti ho perso mille volte,  e ancora ritrovato senza riconoscerti,ma ora ti tengo ben stretto e non ti mollo più…

mariapia giulivo

photo mapi giulivo- atrio interno di una villa milanese




domenica 16 marzo 2014

era bisbiglio...






era bisbiglio- io ero analfabeta
del suo lago screziato

si rannicchiava all’ ombra del riflesso

senza parlare leggevo il suo profilo
cucendo labbra sulle palpebre
a razionare  minuti di traverso

nella filigrana dei colori
sedevo accanto – io gli sedevo accanto
e deglutivo l’ aria

avvicinava voce alle mie mani
allontanava mani dalla voce

a sorsi  densi  ho imparato l’ acqua


mariapia giulivo
inedita in volume



martedì 7 gennaio 2014

rotolo sul piano inclinato...

                                                                                           Photo Mapi Giulivo

rotolo sul piano inclinato
e rotolando scivolo
nella bocca che mescola miele

poi ridiscendo rorida
in questa  lingua che adesso farnetica

pallina dorata   rimbalzo
sul  duro di terra calpestata

nessuno che  provi a rinchiudermi
nessuno    la voce è scappata

strappata    evasa dal senso

limare emozioni di troppo

notturni del tempo barocco

mariapia giulivo 
inedita

venerdì 27 dicembre 2013

Il silenzio e i libri




                                                                                                         Immagine dal web


Sola, nel buio, fumavo l’ ultima sigaretta della giornata.

Sentivo la densità del silenzio, uno di quei silenzi che a volte fanno paura per l’ assenza di un qualunque impercettibile rumore. Ma d’ improvviso, ecco…una specie di brusio…Un vociare bisbigliante, poi parole sempre più nitide, meno sovrapposte, decise. Sorrisi. Tesi l’ orecchio. Erano loro, il libri. Non c’è mai silenzio in una stanza piena di libri.

Ognuno di loro parla, con il suo linguaggio, con le sue evocazioni. C’è quello che mormora, un altro che urla, c’è quello che ride, il libro che canta, quello che emette quasi un vagito. C’è quello dalla voce grave, quello dal tono più acuto, quello che suona, quello che stona. Il libro che interroga, quello che risponde, quello che chiama, quello che stordisce. Pagine e pagine di polvere e voci indefinite , infinite, di cui riconosci ogni piccola inflessione. Spezzoni ,  sensazioni, occhi, volti, luoghi, poesia, alito della vita
.
Nel buio, spensi la sigaretta. Consapevole di non essere sola. Non si è mai soli in una stanza dove con te, vivono i tuoi libri. Li conosci uno per uno. Conosci persino il loro odore.



Mi avvicinai ad uno scaffale della libreria. Dolcemente, accennai una carezza…

M.G.